Narra Erodoto nel libro I delle sue Storie che Ati, figlio di Mane e re della Lidia, per distogliere i propri sudditi dalle terribili piaghe di una carestia, inventò alcuni passatempi: il gioco della palla e il gioco dei dadi. Mentre una parte del popolo si nutriva, l’altra parte si distraeva con i giochi, invertendo poi le parti durante il giorno successivo. A dispetto di quanto atteso dai popoli confinanti che desideravano impadronirsi delle ricchezze del regno, i Lidi riuscirono così a sopravvivere per ben 18 anni.

Eppure anche questo non bastò. Allora Ati chiese al proprio figlio Tirreno di prendere con sé metà del popolo e di cercare fortuna oltre mare. In questo modo, la Lidia riprese vigore e divenne il più potente regno dell’Asia Minore; Tirreno, con la parte di popolo che lo seguì, arrivò in Italia Centrale e fondò l’impero degli Etruschi.

Ati con beretto frigio

Thymiaterion II secolo a. C.
Museo del Louvre.